Dove devono sedersi gli invitati durante la cerimonia religiosa o civile?

ALLA CERIMONIA

DOVE SEDERSI IN CHIESA

 

 

 

 

 

 

Dove devono sedersi gli invitati durante la cerimonia religiosa o civile?
Lo spiega la wedding planner Serena Obert.
Spesso mi chiedono come funziona la disposizione degli ospiti in chiesa e o in comune. La risposta è semplicissima: invitati dello sposo a destra, quelli della sposa a sinistra! Nei primissimi banchi siederanno i rispettivi genitori e i testimoni. Gli amici in comune sono invece liberi di accomodarsi dove preferiscono. Se vi è una grande disuguaglianza tra i due lati della chiesa è ovviamente suggeribile essere più flessibili e sedersi dove c’è più posto. Tutti gli ospiti sono invitati a sedersi senza attendere l’arrivo della sposa fuori dalla chiesa: questo piccolo gesto non potrà che farla felice.

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Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul lancio del riso.

IL LANCIO DEL RISO

SPOSI FUORI DALLA CHIESA www.serenaobert.com
Un’irrinunciabile tradizione è quella del lancio del riso alla fine della cerimonia, proprio quando gli sposi stanno per uscire dalla chiesa.
Se decidete di farvi lanciare il riso, vi consiglio di prepararlo appositamente, lavandolo con acqua e facendolo asciugare bene, in questo modo non resteranno tracce di amido, acerrimo nemico dell’abito da sposo. Meglio ancora se decidete di disporre il riso in appositi e romantici conetti o sacchettini. In questo modo potrete scoraggiare gli ospiti a sfoderare il riso direttamente dalla scatola del supermercato. Le spose piú romantiche possono decidere di sostituire il lancio del riso con quello dei petali di rosa o della camomilla.
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Il galateo del Natale

IL GALATEO DEL NATALE

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Mai come in questo periodo di feste è opportuno rispolverare l’arte delle buone maniere. Il galateo, etichetta, bon ton o in qualsiasi modo si voglia chiamarlo, non è altro che un insieme di regole e consigli per stare bene insieme gli altri, imposti semplicemente dal buon senso, l’educazione e dal rispetto reciproco.

Una perfetta padrona di casa, oltre a preparare una prelibata cena e apparecchiare in modo raffinato la tavola di Natale, deve essere serena e rilassata – o almeno sembrarlo!- animando con piacere il dialogo tra i commensali, cercando di non indurre mai la conversazione in argomenti sconvenienti.
Inoltre, piccola chicca di mise en place, nell’allestimento di una tavola natalizia il centrotavola non deve mancare assolutamente, ma attenzione, deve essere un elemento decorativo e non un intralcio, quindi via libera a composizioni floreali basse e magari scomposte. In fondo il Natale è una festa per bambini, quindi sarebbero inadeguate composizioni troppo delicate o addirittura pericolose.
Infine, per fare bella figura, ricordatevi che da galateo bisognerebbe rassicurare sempre che è “ancora presto”, quando gli ospiti accennano alla possibilità di congedarsi, nonostante sia l’una di notte e la padrona, dopo aver cucinato e sistemato casa, abbia gli occhi che si chiudono da soli.

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Il tableau de mariage

IL TABLEAU: come rendere originale l’assegnazione dei posti a tavola.

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Tra i diversi modi per indicare agli ospiti l’assegnazione dei posti a sedere a tavola, uno dei più utilizzati è certamente il tableau de mariage, un vero e proprio tabellone personalizzato in base al tema del matrimonio e al gusto degli sposi, che indica agli invitati il tavolo che gli è stato assegnato.

Valide alternative, che possono risultare anche particolarmente sceniche, sono le escort cards, dei cartoncini su cui viene scritto il nome e cognome dell’ospite e il nome o il numero del tavolo corrispondente, che vengono consegnati agli invitati, o l’opportunità di far sospendere dai rami di una pianta, giocando con altezze diverse, fiori e qualche candela, i cartellini con il nome degli ospiti e il tavolo di riferimento.
Giocando semplicemente con colori e materiali e cercando di creare l’atmosfera e le suggestioni desiderate, anche quest’aspetto, può diventare un punto forte dell’allestimento del ricevimento. Indipendentemente dal fatto che si scelga un pannello stampato su plexiglass, le più formali card o i cartellini appesi su una romantica struttura in ferro battuto, è fondamentale che le scritte siano leggibili e che si possa trovare all’ingresso della sala adibita al ricevimento, aiutando così gli ospiti a trovare facilmente il posto a loro assegnato.

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Le fedi nuziali e l’anello di fidanzamento

LE FEDI

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MAI indossare l’anello di fidanzamento al dito destinato alla fede: ecco altri consigli e curiosità sul simbolo del vostro matrimonio! In teoria, il giorno del matrimonio, la sposa non dovrebbe indossare nessun altro gioiello fatta eccezione della fede, poiché sempre secondo tradizione, l’unica “gioia” di quella giornata dovrebbe essere la sposa stessa.

La fede è dunque la protagonista della cerimonia,ma qualora lei abbia piacere di indossare il suo meraviglioso anello di fidanzamento, può certamente farlo, basta che lo indossi al ricevimento, portandolo ovviamente nell’altra mano. Spesso e volentieri si vedono, sciaguratamente, giovani spose che indossano erroneamente l’anello di fidanzamento nello stesso dito della fede, o peggio ancora, sopra i guanti.
In Italia la fede si porta al quarto dito della mano sinistra perché esiste una credenza che risale agli antichi egizi che rivela l’esistenza di una fantomatica “vena dell’amore” che congiunge il cuore all’anulare sinistro, dunque quale migliore dito per indossare il simbolo di una promessa d’amore.
I modelli più classici di fede sono sicuramente la francesina (sottile e leggermente bombatina), la mantovana (alta e piatta), quella ad anelli incrociati (certamente più moderna, di tendenza e disponibile anche con diversi colori d’oro), quella bicolore o tricolore, quella unica (preziosissima, con un diamante incastonato), quella in platino (costosa, ma decisamente meno delicata) e infine la fede etrusca (decorata con delle scritte e di forma piatta), ebraica (in filigrana, impreziosita con perline) e quella sarda (lavorata a pizzo chiacchierino).

E la vostra fede come sarà? Scopri di più sulle fedi su http://www.serenaobert.com

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L’emozione di un libro

UN ROMANZO SCRITTO DAL PUNTO DI VISTA DI UNA WEDDING PLANNER

Sono passati dei mesi dalla presentazione del libro “Voglio fare la Wedding Planner” in occasione del Salone del Libro di Torino e devo dire che il mio/nostro libro sta facendo davvero rumore.

Scrivere un libro, paradossalmente, non vuol dire semplicemente scrivere. Scrivere un libro è voluto dire creare dei personaggi; affezionarsene e vederli crescere andando avanti con i capitoli; è significato mettere un po’ di sé tra le pagine, dando vita ad una storia che non solo parlasse del mondo del wedding con spensieratezza e sincerità, ma che permettesse al lettore di familiarizzare un po’ con questo mestiere che sta rapidamente prendendo piede in Italia, ma che è ancora in una delicata fase embrionale.

Scrivere un libro sul mio mestiere è quindi voluto dire riuscire a dipingere un mondo che nella realtà si discosta molto dai cliché dei media, e questo non sarebbe stato possibile senza la mia/nostra squadra.

Questo libro infatti non avrebbe potuto esistere se non ci fosse stata anche la penna di Stefania Niccolini con la sua simpatia tutta toscana e la sua innegabile capacità di divertire e di toccare le corde più profonde dell’emozione, una vera professionista, ormai iper competente in materia di wedding planning; se non ci fosse stata Stefania Poletti, vera esperta e appassionata di libri rosa (in particolare del cosiddetto genere chick lit), nonché mia grande alleata, socia, amica e punto di riferimento con cui rinnovo quotidianamente l’entusiasmo per questa professione, senza la quale questo libro non avrebbe la stessa attenzione ai dettagli; e se non ci fosse stato infine il nostro editore Gianni che ci ha seguito con impegno e trasporto passo per passo fino ad oggi.

“Un romanzo divertente, scanzonato, e allo stesso tempo glamour e al passo con i tempi, che tra torte nuziali, abiti da sposa, galateo e imprevisti d’amore, mostra con leggerezza e simpatia le peripezie di una vita all’insegna del wedding style.”

Buona lettura a tutti!” e venite a trovarci sul sito http://www.vogliofarelaweddingplanner.com  Fb facebook.com/VoglioFareLaWeddingPlanner e Twitter twitter.com/ObertSWedding

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L’Emozione di un giorno firmato Serena Obert

SERENA OBERT WEDDINGS & EVENTS

Ecco per voi un video dei lavori di Serena Obert. Scopri di più su http://www.serenaobert.com

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